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IL JUDO

Per tutti coloro che si avvicinano per la prima volta al JUDO o per chi, pur avendo assistito a gare ed allenamenti desidera saperne di più, riteniamo sia cosa giusta e doverosa dare alcune notizie di carattere generale e storico sul JUDO.

LE ORIGINI DEL JUDO
Per tracciare le origini del JUDO è necessario risalire al quelle del ju-jitsu dato che è proprio da questo che esso deriva. Il ju.jitsu è un antichissima arte marziale che fu per molti secoli praticata da varie caste e tra queste quella famosa dei guerrieri samurai.
Un suo praticante, il professor Jigoro Kano ( 1860-1938 ), constatata la decadenza del vecchio ju-jitsu, ne prese a cuore le sorti e togliendo da esso tutto ciò che riteneva superfluo e pericoloso, creò e codificò, un nuovo metodo che denominò judo.

IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA JUDO
Per capire il significato della parola JUDO è necessaria scomporla in due parti e cioè JU, che significa cedevolezza, flessibilità ed anche gentilezza; DO che significa “ via “ , via da seguire, arte, sistema di vita. Con un espressione più letteraria possiamo quindi definire il JUDO come: “ l’arte della non resistenza e dell’impiego razionale dell’energia umana “ .
N.B. La parola JUDO viene pronunciata – giudo – senza accentazione.

IL JUDO IN ITALIA
Il JUDO è una disciplina che si basa sul principio di usare il minimo delle energie per raggiungere il massimo risultato, come pure sfruttare la forza ed il peso dell’avversario per batterlo.
In Italia è diventato uno degli sport più importanti grazie all’ impegno della Federazione che organizza numerose gare, con premi e trofei, e ne ha fatto un grande sport con campionati nazionali per tutte le fasce d’eta ( sia maschili che femminili ).
La F.I.J.L.K.A.M. partecipa inoltre ai vari campionati del mondo e d’ Europa. Nel 1964 il JUDO è stato ammesso come disciplina olimpica ai giochi di Tokyo. Numerose sono le competizioni dove gli Italiani hanno conquistato prestigiosi titoli sia in campo maschile che femminile.
Ricordiamo le medaglie olimpiche di Felice Mariani, Ezio Gamba, Emanuela Pierantozzi ed Alessandra Giungi ed ultime quelle di Atlanta vinte da Ilenia Scapin e Girolamo Giovinazzo ( ex atleta del BANZAI CORTINA attualmente in forza nelle Fiamme Gialle ).
Il JUDO, tra tutti gli sport è indiscutibilmente quello che richiede una preparazione tra le più impegnative ed i judoka che giungono al più alto livello di competizione sono diventati atleti notevoli, dotati di qualità fisiche e morali eccezionali.

JUDO, ATTIVITA’ APERTA A TUTTI
Il JUDO non si esprime solamente attraverso la forma agonistica, ma anche soprattutto attraverso quella educativa ed amatoriale. in tutte le palestre federali infatti, oltre al gruppo agonistico, che rappresenta un po’ la punta di diamante delle società, vi sono numerosi gruppi di praticanti giovanissimi ed adulti.
Possiamo affermare quindi con assoluta certezza che il JUDO può essere praticato da persone d’ambo i sessi e di tutte le età e che non è , nella maniera più assoluta, ne pericoloso, ne tanto meno violento.
Per la completezza, sotto tutti gli aspetti, soprattutto quelli fisici e psichici, si è dimostrato un ottima disciplina come preparazione ad altri sport.
Probabilmente in ogni famiglia italiana c’è  almeno uno dei suoi componenti che ha praticato il judo.
Così, in 70 anni, milioni di italiani si sono dedicati alla pratica di questo sport. La stragrande maggioranza ne ha un eccellente ricordo. Il miglior riconoscimento per il judo è questa sua immagine positiva.
E’ una disciplina educativa e può essere praticato da tutte le categorie sociali; è uno degli sport più praticati in Italia, apprezzato sia per i risultati sportivi che per il numero dei partecipanti che aumentano in continuazione.

COME SEGUIRE UN COMBATTIMENTO
Al fine di consentire a tutti coloro che non sono degli esperti nel settore e che assistono per la prima volta ad una competizione sportiva di JUDO di seguire con un certo interesse i vari combattimenti, forniamo alcuni chiarimenti elementari:

I CONTENDENTI
I due contendenti, indipendentemente dal loro grado effettivo di cintura, indosseranno: il primo chiamato, la cintura rossa e il secondo chiamato , la cintura bianca. Questo permetterà all’arbitro e ai due giudici d’angolo di identificare i combattenti e poter assegnare così i punti ( positivi o negativi ) al “ rosso “ o al “ bianco “; punti che verranno segnati sull’apposito tabellone.
L’arbitro darà inizio al combattimento con il comando Hajime ( iniziate ), comanderà poi brevi interruzioni con Matte ( interrompete ) e porrà fine al combattimento con Sore Matte ( alt ).

COME SI CONSEGUE LA VITTORIA NEL COMBATTIMENTO
La vittoria nel combattimento si può conseguire per Ippon, cioè prima del limite (volendo fare un’analogia con il pugilato, per KO ), o ai punti, alla fine del tempo regolamentare.
Sul tavolo di giuria è collogato un tabellone orizzontale ( a fondo rosso e bianco per identificare i combattenti ) sul quale un ufficiale di gara addetto commuta immediatamente i numeri ( secondo una scala valori prefissata ) i punteggi a favore o le sanzioni decisi dalla terna arbitrale sul tatami. lo spettatore può così facilmente individuare l’atleta in vantaggio identificandolo tramite la cifra più alta che appare sul tabellone ( ad es. 110 vince su 030 ).
Se allo scadere del tempo regolamentare, il risultato è di assoluta parità, si procederà con un “tempo supplementare” chiamato GOLDEN SCORE . Il primo atleta che riuscirà ad avere un vantaggio, anche minimo ( koka ) vincerà il combattimento. Qualora dovesse persistere ancora una situazione di equilibrio si procede con la decisione della terna arbitrale. Simultaneamente i tre giudici solleveranno una bandierina ( rossa o bianca ) e , in base al numero maggiore di preferenze verrà decretata dal giudice centrale la vittoria.

LA SCELTA DELLA SOCIETÀ
Se è importante per chi inizia una qualsiasi attività sportiva la scelta della palestra e dell’insegnante tecnico per il JUDO è essenziale. Il JUDO , insegnato in modo errato, non solo non produce i suoi buoni risultati, ma rischia di dare un immagine distorta di quella che invece è una disciplina sportiva altamente qualificata.
Consigliamo quindi a tutti coloro che intendono iniziare la pratica judoistica di assicurarsi che la palestra sia una palestra federale ; garanzia di serietà, competenza e qualità di insegnamento come l’ A.S.D. BANZAI CORTINA ROMA

Regole per il  judoka

Entrato/a  nella sala attesa della palestra e salutato tutte le persone presenti, se ancora non è iniziata la lezione e sei in anticipo , ti devi informare se puoi andare negli spogliatoi per indossare il judogi ( abito di chi pratica il judo). Tolti i vestiti e indossato il judogi , riporre gli stessi sugli appositi appendiabiti e sistemare le scarpe sotto la panca avendo cura di mettere i calzini dentro le stesse. Calzate un paio di ciabattine e lavati i piedi,  senza aver fretta di salire sul tatami (materassina necessaria per la pratica del judo), recati verso gli stessi e sistema ben  in ordine  le ciabattine sul bordo del tatami. Fatto il saluto  tenere sempre un comportamento corretto giocando senza urlare con i compagni d’allenamento, aspettando che inizi la lezione.
Giunta l’ora d’inizio della lezione  recati, mantenendo sempre un comportamento esemplare, verso la linea del saluto e rispettando i gradi delle cinture allineati, senza spingere i compagni accanto.
Se la lezione è già iniziata chiedi il permesso al Maestro prima di salire sul tatami senza dimenticarti naturalmente di fare il saluto sia prima di salire sia al Maestro.
Durante la lezione, non si gioca , e non si parla con i compagni, devi ascoltare sempre le parole dei Maestri che sono  a tua disposizione per insegnarti tutte le regole ed i trucchi di questo sport, che all’inizio puoi sembrarti un pochino  difficile, ma col passare del tempo e imparate alcune delle tecniche che sono consigliate per la tua età, diventerà più facile e divertente.
Durante la lezione si può scendere dal tatami solo per casi urgenti,  dopo aver avuto il permesso dal Maestro.
Ricordati di fare sempre il saluto al tuo compagno d’allenamento ogni volta che  inizi o finisci una qualsiasi prova. Durante lo studio delle tecniche devi aiutare il tuo compagno  senza giocherellare o indispettirlo con scherzi inutili, parlando a bassa voce  se sei più esperto e vuoi dargli dei consigli utili per aiutarlo a migliorare.
Finita la lezione, sistemati in ordine e soprattutto in silenzio sulla linea del saluto.
Fatto il saluto, rimani ancora fermo ed in ordine  sulla linea, aspettando che il Maestro ti conceda  il permesso di scendere dal tatami. Non avere fretta di entrare nello spogliatoio, ma fai prima il saluto, rivolto verso la materassina, calza le tue ciabattine ed  in silenzio e senza spingere vai  a cambiarti.
Nello spogliatoio, non si scherza con il compagno accanto con la cintura, ma la stessa la devi riporre in borsa. Fatta una bella doccia, senza canticchiare, e asciugati bene i capelli, ti aspettano i tuoi compiti che devi fare senza le solite storie.
Ricordati che il judo non si pratica a scuola, ma solo in palestra sotto la guida dei tuoi Maestri.
Se inizierai a rispettare queste regole non solo diventerai un campioncino nel judo, ma sarai un vero campione nella vita !!!

Gli Atleti

Daniele Accogli

Daniele Accogli

„Mettiti in mostra e non avrai attenzione; Il tuo vantarti sarà prova del tuo fallimento.“
Antonio Tramontano

Antonio Tramontano

“Se vinci, non gloriarti della tua vittoria; se perdi, non lasciarti scoraggiare. Quando sei al sicuro non essere imprudente; quando sei in pericolo non avere paura. Continua semplicemente a percorrere la strada che hai davanti a te”
Matteo Schiaroli

Matteo Schiaroli

"La vera gentilezza verso i propri amici si esplica dando loro seri consigli quando è necessario, in maniera altruistica e senza paura di offenderli. Jigoro kano"
Claudia Maria Tarba

Claudia Maria Tarba

"Anche il più forte degli avversari ha sempre un punto debole"
Melania Loria

Melania Loria

"Vivere senza ragione, come un pazzo, non è la via dell'essere umano. La via dell'essere umano è vivere la verità della Natura. In questa verità l'uomo può capire il senso della morte; ed è in questa estremità il segreto della vita!" Shogoro Yano (Denjiro Okochi)
Carolina Mengucci

Carolina Mengucci

"Tu mi insegni a combattere e mi parli di pace, come puoi conciliare le due cose?" Il Maestro rispose: "E' meglio essere un guerriero in un giardino che un giardiniere in guerra."
Alessandro Calvi

Alessandro Calvi

"Il Maestro apre la porta, ma tu devi entrare da solo." (Proverbio cinese)
Gabriele Bovi

Gabriele Bovi

Per aspera ad astra
Valentina Miele

Valentina Miele

"La vera forza non si palesa sempre attraverso la vittoria. Alzati, prova ancora, e dimostra forza di spirito. " Rickson Gracie
Priscilla Zibellini

Priscilla Zibellini

"Muovendoti secondo le onde dell’energia, sei un drago. Inspirando ed espirando naturalmente quieto entri nella legge di ogni moto. Pratica in armonia con l’ora e la stagione e la tua propria abiltà, la tua propria, verrà in piena luce. Mentre muovendoti avrai il balzo della tigre, quieto in te riposerà il drago." Wang Xiang Zhai
Matteo Pieristi

Matteo Pieristi

"Il Maestro è l’ago e l’allievo è il filo. Tu devi praticare senza tregua." Miyamoto Musashi
Mattia Miceli

Mattia Miceli

"Una scuola senza un buon maestro è come una casa senza tetto. (Proverbio)"
Cristian Miceli

Cristian Miceli

"Il maestro che mi educa bene, è il mio secondo padre. (Proverbio)"
Manuel Vici

Manuel Vici

it's not work for me, judo is life.
Sara Lisciani

Sara Lisciani

"Chi non ha apprezzato il suo maestro né la sua lezione, un giorno sarà forse colto, ma non sarà mai saggio. (Proverbio cinese)"
Federica  Silveri

Federica Silveri

"Quando l’allievo è pronto, il maestro apparirà. (Proverbio cinese)"
Emanuele Fornara

Emanuele Fornara

"La tua mente è come quest’acqua, amico mio: quando viene agitata diventa difficile vedere, ma se le permetti di calmarsi la risposta ti appare chiara. (Maestro Oogway, "
Maria Chiara Antonelli

Maria Chiara Antonelli

Ti parleranno dietro, ti diranno che è impossibile tracciar la propria rotta come lo vuoi tu, ma resteranno dietro nel tetro buio invisibile guardandoci brillare con la testa in su!
Simone Aversa

Simone Aversa

"Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto? (Dal film Fight club)"
Chiara Cacchione

Chiara Cacchione

"Un maestro non ammaestra; educa, eleva. (Paolo Crepet)"
Chiara Zuccaro

Chiara Zuccaro

"Per primo il coraggio, poi la potenza, per ultima la tecnica. (Author unknown)"
Alessandro Meneguzzi

Alessandro Meneguzzi

Non c’è conquista senza sacrificio
Alessandra Rocco

Alessandra Rocco

Alla vetta si arriva a piccoli passi
Agnese Zuccaro

Agnese Zuccaro

"Piangi nel dojo. Ridi sul campo di battaglia. (Anonimo)"
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